Eccoci finalmente giunti all'appuntamento con le previsioni per il fine settimana. la premessa doverosa riguarda il fatto che stiamo entrando in una stagione dove la componente verticale assume un'importanza sempre maggiore. L'aspetto convettivo della fenomenologia dei prossimi giorni sarà ulteriore conferma a questa tendenza che non solo è stagionale, ma viene talvolta amplificata dall'arrivo di aria fredda alle quote superiori.
 

Cambio di rotta

Premesso che le vicende del tempo hanno avuto esiti differenti a seconda delle zone del nostro paese, possiamo comunque sottolineare che l’evento degno di maggior nota è rappresentato dalla siccità che attanaglia soprattutto le regioni occidentali italiane ed in particolar modo quelle nord-occidentali.
 

La siccità continua?

La siccità sta continuando su tutte quelle zone del territorio nazionale che stanno soffrendo da tempo di un deficit pluviometrico importante. In testa a questa classifica ci sono le regioni nord-occidentali, che stanno pagando il prezzo di una circolazione troppo spesso orientata dai quadranti settentrionali, con limitati richiami caldi. I perni delle circolazioni depressionarie spesso posti troppo a sud o a est della nostra penisola non favoriscono di certo la pioggia su queste zone. Ma quali sono le prospettive?
 

Questione di curve

Durante la stagione estiva la circolazione atmosferica tende a divenire più blanda, la corrente a getto si indebolisce e lo "scontro" fra le masse d'aria di estrazione subtropicale e quelle di origine polare si fa più blando e ad alte latitudini. Oggi, primo giorno dell'estate meteorologica 2018, abbiamo una situazione dettata ancora dalla presenza di un anticiclone che ha fatto sentire la sua voce principalmente sulle regioni centro-meridionali ed estende ora la sua influenza anche su quelle settentrionali a partire da oggi.
In realtà tutta la circolazione che fa capo a masse d'aria di natura subtropicale è in questo momento in gran spolvero, tanto che molti record di caldo sono stati frantumati sull'Europa centro-settentrionale. Osserviamo la mappa che ci mostra con un tratteggio rosso la linea della 570 dam.
 

Tra maltempo e il ritorno del sereno

L'afflusso di aria fredda giunto rapidamente dalle alte latitudini sta interessando ancora la nostra penisola e nei prossimi giorni si allontanerà verso sud-est. L'immagine allegata riassume tre giorni di "condizioni medie" con l'alta pressione in estensione da nord e diretta verso l'Europa centro-orientale anche se non mancherà di coinvolgere le nostre regioni e gradualmente si rinforzerà nei giorni a venire.
Le temperature, diminuite ora per questo afflusso, tenderanno già da domani a riprendersi a partire dalle regioni settentrionali, mentre su quelle meridionali indugerà il maltempo e di conseguenza le temperature rimarranno ancora piuttosto basse.
 

Ritorno della variabilità

Finalmente, dopo una lunga attesa, è tornata abbondante la pioggia, ma anche la neve, sulle regioni settentrionali e in particolare su quelle nord occidentali che la aspettavano da tempo. Il sistema nuvoloso che nella giornata di ieri ha attraversato la nostra penisola è stato, come da tempo non si ricordava, foriero di precipitazioni abbondanti da nord a sud e non troppo selettivo come gli eventi precedenti che hanno connotato questi ultimi tre mesi.
 

26 marzo 1896

26 marzo, una delle prime giornate di primavera (astronomica) e le condizioni del tempo erano improntate alla stabilità su gran parte del territorio nazionale. L'anticiclone delle Azzorre si espandeva dal vicino oceano verso le nostre regioni dove di mattina erano ancora presenti locali nebbie o stratificazioni nuvolose. Le temperature come di consueto in primavera, mostrano una buona escursione termica diurna, escursione maggiore sulle pianure del Nord: ad esempio Pavia, con minima a 5,8°C e massima a 20.9.