Ormai da anni osserviamo il grafico proveniente dal Mauna Loa alle Hawaii, il famoso grafico che ci mostra l'aumento annuo della concentrazione di anidride carbonica sul nostro pianeta. Le misure iniziarono verso la fine degli anni cinquanta e da allora quello che ci viene mostrato è un costante aumento. I valori vennero misurati anche in epoche precedenti da primi esperimenti e verso la fine dell'ottocento i valori medi erano compresi tra 280 e 290 ppm (parti per milione), ma già con una tendenza all'aumento, seppure lieve, ma comunque notata dagli scienziati dell'epoca.
Quando prima ho detto "costante aumento" ho però commesso un'imprecisione in quanto

l'aumento della concentrazione di anidride carbonica non è affatto costante nel tempo, ma sta accelerando gradualmente. Nei primi 10 anni di attività dell'osservatorio dal 1959 al 1969 il tasso di crescita era inferiore a 1 ppm all'anno. I primi 6 anni ebbero 0,73 ppm in più ogni anno. Il trend è poi salito gradualmente oltre 1 ppm e si è portato mediamente a 1,4 ppm nel periodo che va dal 1975 al 1995 con la CO2 che arrivo a fine periodo a 358 ppm. Successivamente si è registrato un ulteriore aumento nel trend di crescita e così, mentre l'atmosfera segnava 370 ppm nei primi anni duemila, il trend saliva a 1,8 ppm per anno.
Da quel momento in poi il "disastro" con tutti i parametri in accelerazione tanto che nell'ultimo decennio il tasso di crescita annuo ha superato le 2 ppm, quasi il triplo dei primi anni, ma la tendenza è ancora verso un aumento sempre più rapido.
Attualmente abbiamo toccato le 410 ppm e si continua con l'aumento di CO2.
Ora, dopo aver dato i numeri, ho pensato di dare un esempio visuale dell'aumento nel tasso di crescita. Ho tagliato il segmento che rappresenta l'aumento di C02 negli ultimi 10 anni e l'ho sovrapposto al punto iniziale, dove parte la serie storica nei suoi primi 10 anni, dal 1958 al 1968. Credo non ci sia bisogno di spiegazioni. I due decenni a confronto mostrano che ora stiamo correndo molto più velocemente incontro al disastro ma non solo, stiamo anche aumentando continuamente la velocità.
Stiamo andando a sbattere contro un muro e pigiamo sull'acceleratore!

Siamo quindi in libertà condizionata. Condizionata da noi. E siamo sempre noi che sceglieremo quale pena infliggerci nel prossimo futuro.
La politica è un'altra cosa, non entro nel merito, ma le nostre piccole scelte quotidiane, prima ancora delle decisioni dei governi, possono fare la differenza. Certamente non sono scelte prive di scomodità o qualche rinuncia, ma se non siamo disposti a farne, la strada è già tracciata.
L. Ronca