Meteorologia e folklore

Un tempo i proverbi dettati dall'esperienza empirica mostravano chiaramente quanto fosse volubile la primavera. Da "marzo pazzerello", ad "aprile ogni giorno un barile" (di pioggia), fino a "maggio non ti scoprire".... "giugno poi fai quel che vuoi".

Al giorno d'oggi, nell'epoca dell'informazione di massa, il concetto della primavera volubile e capricciosa è scomparso. Tutti invariabilmente a credere che la primavera sia una sorta di "periodo dell'Eden" dove il cielo è azzurro e ci sono sempre 25°C, con bianche nuvolette tenui che ogni tanto solcano il cielo. Qualsiasi altra cosa non è ritenuta primavera.

Le cose non stanno così, il clima è cambiato parecchio in 150 anni e sta continuando a farlo, ma la primavera rimane ancora una stagione instabile e volubile, nonostante segua inesorabilmente le sorti di tutte le altre stagioni, si va scaldando.

Un piccolo esempio: la media delle temperature massime il giorno 17 aprile a Milano nella prima parte delle osservazioni meteorologiche pubblicate, quindi 1881/1890 è stata di 16,6°C. Nell'ultimo decennio invece il 17 aprile ha visto una temperatura media di 20,0°C.

C'è stato quindi un aumento di 3,4°C.

Se vi pare poco..... 

La primavera non è fatta di giornate assolate e con 23-26°C di massima, per quanto a molti possano sembrare piacevoli. Certo il caldo anticipato poteva capitare anche in passato, ma erano vere rarità, almeno in questi termini. Ora stanno diventando quasi una costante.

Io credo che, primavera a parte, se anche quest'anno infileremo un'altra estate nella "top ten" delle più calde di sempre..... significa che siamo nella melma.... e ho detto tutto.