Siamo entrati in questo periodo nel cuore dell'estate e le condizioni del tempo, dopo il recente peggioramento, sono migliorate su tutta la penisola. Permane tuttavia una certa instabilità pomeridiana sulle zone interne che dà luogo a qualche rovescio o isolato temporale. Nei prossimi giorni assisteremo al graduale strutturarsi di una fase calda che avrà il suo fulcro sull'Europa occidentale. Ancora una volta tutto dipende dalle correnti atlantiche che non sono molto convinte nel loro spostamento ovest-est.
La depressione semi-permanente d'Islanda rimarrà piuttosto ferma sul posto, poco a sud dell'omonima isola, e questo favorirà una risalita calda su tutta l'Europa centro-occidentale. L'Italia in qualche fase avrà la fortuna di essere un po' ai margini orientali di questa nuova avvezione calda, ma con il tempo potrebbe esserne coinvolta appieno. Stando ai dati attualmente in nostro possesso risulta probabile la formazione di un blocco a omega tra l'Europa settentrionale e la penisola scandinava.

Le isoterme più alte sono previste

Finalmente, dopo una lunga attesa, è tornata abbondante la pioggia, ma anche la neve, sulle regioni settentrionali e in particolare su quelle nord occidentali che la aspettavano da tempo. Il sistema nuvoloso che nella giornata di ieri ha attraversato la nostra penisola è stato, come da tempo non si ricordava, foriero di precipitazioni abbondanti da nord a sud e non troppo selettivo come gli eventi precedenti che hanno connotato questi ultimi tre mesi.

Sul territorio nazionale, nella giornata del 4 aprile, sono rimaste escluse dalle precipitazioni più importanti le zone del medio e basso versante adriatico e in parte anche la Sardegna, ma se osserviamo gli accumuli totali nelle 24 ore scopriamo che apporti superiori ai 50 mm sono presenti su molte zone dell'Italia settentrionale, di quella centrale così come di quella meridionale.

Dopo essere rientrati in media termica o poco al di sotto dalla seconda metà di febbraio fino alla prima decade di aprile (in linea generale), ecco che condizioni climatiche anormalmente calde per la stagione in corso si sono subito ripresentate e hanno di fatto portato a una delle fasi più calde in aprile da molti anni a questa parte.
L’anomalia è stata più marcata sulle regioni settentrionali, ma anche altrove i valori sono risultati al di sopra delle medie di riferimento. Al Sud e in particolare sulla Sicilia l’instabilità ha tenuto banco per alcuni giorni, ma ora lo scenario meteorologico, almeno per quanto riguarda la nostra penisola, tenderà gradualmente a cambiare.

La siccità sta continuando su tutte quelle zone del territorio nazionale che stanno soffrendo da tempo di un deficit pluviometrico importante. In testa a questa classifica ci sono le regioni nord-occidentali, che stanno pagando il prezzo di una circolazione troppo spesso orientata dai quadranti settentrionali, con limitati richiami caldi. I perni delle circolazioni depressionarie spesso posti troppo a sud o a est della nostra penisola non favoriscono di certo la pioggia su queste zone. Ma quali sono le prospettive?

Il progredire della stagione dovrebbe portare statisticamente un ritorno delle piogge, se non altro per una maggiore variabilità nello schema circolatorio generale. Questo dice la statistica. I modelli di previsione sembrano comunque confermare tale ipotesi, anche se spingersi troppo in là non è mai prudente.

Su molte delle nostre regioni la pioggia sarà presente per alcuni giorni ancora. Analizzando la circolazione generale con l'ausilio delle mappe a 500 hPa che, come sempre, ci forniscono una visione chiara dello schema di circolazione atmosferica, possiamo notare che il Mediterraneo centro-occidentale rimane interessato da un'area depressionaria.


L'afflusso di aria fredda giunto rapidamente dalle alte latitudini sta interessando ancora la nostra penisola e nei prossimi giorni si allontanerà verso sud-est. L'immagine allegata riassume tre giorni di "condizioni medie" con l'alta pressione in estensione da nord e diretta verso l'Europa centro-orientale anche se non mancherà di coinvolgere le nostre regioni e gradualmente si rinforzerà nei giorni a venire.
Le temperature, diminuite ora per questo afflusso, tenderanno già da domani a riprendersi a partire dalle regioni settentrionali, mentre su quelle meridionali indugerà il maltempo e di conseguenza le temperature rimarranno ancora piuttosto basse.