Un nuovo "super" anticiclone

L'anticiclone che da tempo alberga sulla parte centrale del continente europeo a fasi alterne è stato attraversato da alcuni distrurbi che non hanno tuttavia smantellato la solida struttura che, a più riprese, si è prontamente riformata.

Le molte vite di questo anticiclone traggono origine da un vortice polare inizialmente disturbato, ma piccolo in estensione. Il ritardo con cui il vortice polare si è formato dipende, in parte, dai residui effetti del Niño dell'anno scorso e dalla carenza, ormai cronica, di ghiaccio nei pressi del Polo Nord. Questo ritardo nell'estensione dei ghiacci modifica anche l'etensione delle masse d'aria tipiche di quelle zone con il fronte polare più ritratto, indipendentemente dai disturbi che poi possa subire nella circolazione generale dell'atmosfera. Ora che l'estensione del vortice polare sta gradualmente aumentando, anche se è ancora un po' in ritardo rispetto agli standard stagionali, siamo entrati in una fase dove la circolazione è piuttosto statica, con il VP centrato sul Polo Nord e di forma sferica con pochi allungamenti. La radice atlantica dell'anticiclone delle Azzorre tende quindi a essere molto robusta e allungata dai venti da ovest sulla parte centro-occidentale dell'Europa. Le discese fredde si realizzano quindi prevalentemente sulla parte centro-orientale del continente, lasciando esposte le nostre regioni a continue rimonte anticicloniche.

Questa caratteristica, soltanto abbozzata nella circolazione generale precedente (l'estremo sud italiano infatti  ha comunque vissuto episodi di locale e intenso maltempo anche nelle settimane passate) sarà più presente nei prossimi giorni, quando al seguito di un fronte freddo diretto verso la Grecia e la Turchia si gonfierà un nuovo anticiclone che ruoterà e si stabilizzerà proprio sulle nostre latitudini e longitudini con i suoi massimi. Questo avverrà dopo il Natale e S. Stefano, quando i geopotenziali si porteranno gradualmente a 580 Dam (500 hPa), mentre in prospettiva la quota alla quale troveremo gli 850 hPa supererà agevolmente i 1600 metri.

Ma l'inverno?

Se per inverno intendiamo un periodo dove è il freddo intenso e la neve a caratterizzare le nostre giornate dobbiamo rimandare il tutto a data da destinarsi. La previsione numerica onesta non si può spingere oltre i 5/7 giorni, qualcosa in più in caso di grandi anticicloni, ma non possiamo poi dettagliare ulteriormente le sorti del tempo di tutti i giorni. La previsione stagionale, basata sugli indici climatici globali viene invece spesso mal presentata e di conseguenza anche i risultati di studi seri si prestano troppo spesso a facili critiche; non dimentichiamo che è tutt'ora un campo sperimentale suscettibile di errori, talvolta macroscopici.

Noi possiamo solo dedurre che fino alla fine dell'anno in corso le condizioni di stabilità saranno dominanti sul nostro paese e unitamente alla stabilità si avrà anche un aumento delle temperature, mascehrato solo localmente da inversioni termiche che potranno interessare le zone pianeggianti. In collina e sui rilievi in genere il distacco dalle medie stagionali potrà superare gli 8/10°C nei giorni successivi al Natale, aumento che raggiungerà il suo apice probabilmente tra il 27 e il 28 di dicembre quando l'azione dell'anticiclone sarà al suo massimo. Per quelle date grossomodo si raggiungerà il picco dei geopotenziali che per ora sono previsti a 582 Dam per la 500 hPa e 1650 metri per la 850 hPa con una temperatura, a quest'ultima quota, prevista tra i 6 e gli 8°C.

Intensa subsidenza quindi con aria calda e secca alle quote superiori che creerà non pochi grattacapi alla creazione e al mantenimento del manto nevoso.

Ci sono segnali di un cambio di rotta?

Per ora ci spingiamo solo fino alla fine dell'anno e la situazione non pare destinata a grossi cambiamenti, ma se proprio vogliamo guardare oltre pare che il vortice polare con i primi giorni dell'anno nuovo, pur rimanendo piuttosto sferico, si posizionerà sul continente asiatico. Questo fattore potrà aumentare le probabilità di discese di aria polare o artica verso le nsotre regioni, anche se la considerazione va presa in linea generica.

Appuntamento ai prossimi aggiornamenti, come sempre, da queste parti.

 

Luca Ronca

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