Più famoso è il "lake effect snow", ovvero una condizione piuttosto tipica dei grandi laghi nella parte nord-orientale degli Stati Uniti che si verifica quando masse d'aria gelida provenienti dalle alte latitudini transitano sui laghi ancora caldi in tardo autunno o all'inizio della stagione invernale. L'evaporazione intensa crea nubi e forti precipitazioni nevose sulle zone sottovento al lago. Ebbene il nostrano Lago di Garda oggi fa esattamente l'opposto. Siamo in primavera e le sue acque hanno una temperatura ancora bassa, di conseguenza la formazione di nubi cumuliformi viene inibita.

Un tempo i proverbi dettati dall'esperienza empirica mostravano chiaramente quanto fosse volubile la primavera. Da "marzo pazzerello", ad "aprile ogni giorno un barile" (di pioggia), fino a "maggio non ti scoprire".... "giugno poi fai quel che vuoi".

Al giorno d'oggi, nell'epoca dell'informazione di massa, il concetto della primavera volubile e capricciosa è scomparso. Tutti invariabilmente a credere che la primavera sia una sorta di "periodo dell'Eden" dove il cielo è azzurro e ci sono sempre 25°C, con bianche nuvolette tenui che ogni tanto solcano il cielo. Qualsiasi altra cosa non è ritenuta primavera.